Riscattare la laurea conviene? Ecco quanto costa e quanto anticipi la pensione

Riscattare la laurea può essere una scorciatoia per andare in pensione prima o per ricevere un assegno più alto. Ma conviene davvero? Vediamo i numeri e cosa fare, senza giri di parole.

Cos’è il riscatto della laurea e chi può richiederlo

Il riscatto della laurea permette di trasformare gli anni di studio in anni contributivi, versando una somma all’INPS. Possono richiederlo laureati, titolari di dottorato o diplomi AFAM, inclusi lavoratori dipendenti, autonomi e persone inoccupate.

Si riscattano solo gli anni della durata legale del corso; gli anni fuori corso o già coperti da contribuzione non sono riscattabili. Questo dettaglio cambia molto la convenienza: prima di tutto verifica quali anni sono effettivamente riscattabili.

Riscatto ordinario e riscatto agevolato: le differenze pratiche

Il metodo ordinario calcola il costo in base al reddito: più guadagni, più paghi. Il metodo contributivo usa un’aliquota e può salire molto per redditi elevati.

Il riscatto agevolato, introdotto nel 2019, ha un costo fisso slegato dal reddito. Per il 2025 il riferimento stimato è di circa 6.123 € per anno, calcolato applicando la aliquota del 33% al minimale degli artigiani e commercianti. Questo spesso dimezza la spesa rispetto all’ordinario per redditi medi e alti.

Quanto costa davvero: esempi concreti

Esempio pratico: se hai un reddito annuo lordo di 40.000 €, con il metodo ordinario pagheresti circa 13.200 € per anno (40.000 € x 33%). Per quattro anni diventano 52.800 €. Con il riscatto agevolato per quattro anni si parla di circa 24.492 €.

Non dimenticare il beneficio fiscale: l’onere è deducibile dall’IRPEF. Con un’aliquota marginale del 35% un costo di 10.000 € si traduce in un risparmio fiscale di 3.500 €, riducendo l’esborso netto.

Quando conviene riscattare la laurea: i tre casi tipici

Conviene per chi vuole anticipare la pensione: aggiungere 3-5 anni può fare la differenza per raggiungere i requisiti contributivi più presto. Hai iniziato a lavorare tardi o hai avuto interruzioni? Questa è spesso la scelta giusta.

Conviene anche per chi punta a incrementare la pensione futura, specialmente nel sistema contributivo dove ogni euro versato aumenta il montante. Infine, i redditi alti possono sfruttare la deducibilità per abbassare il costo netto dell’operazione.

Come valutare se conviene a te: passaggi pratici

Passo 1: calcola il costo con entrambe le opzioni. Usa la simulazione online dell’INPS oppure chiedi una simulazione al CAF o a un consulente. Un esempio concreto evita sorprese e chiarisce l’impatto reale sul portafoglio.

Passo 2: considera l’anticipo pensionistico che otterresti. Conta quanti mesi o anni guadagni e quanto vale questo anticipo in termini di rendita mensile. Vale la pena pagare oggi per ricevere qualche anno di pensione in più domani?

Passo 3: valuta le conseguenze sui contributi pre-1996 e l’effetto sul calcolo retributivo se presenti. Se hai periodi retributivi vantaggiosi, il riscatto potrebbe alterare opzioni future.

Procedura pratica per richiedere il riscatto

La domanda si presenta esclusivamente online sul sito INPS, autenticandosi con SPID, CIE o CNS. È possibile pagare in unica soluzione o rateizzare fino a 120 rate mensili, senza interessi.

Importante: il mancato pagamento della prima rata equivale a rinuncia. Fai la simulazione prima di inviare la domanda e valuta la sostenibilità del piano di pagamento.

Trucchi, errori da evitare e un consiglio finale

Occhio ai periodi già coperti da contribuzione: non si possono riscattare. Se lavori part-time durante l’università, rischi di sovrapporre contributi. Non farti prendere dal FOMO: riscattare non è obbligatorio per tutti.

Un trucco pratico? Se hai figli a carico puoi sostenere il riscatto per loro: in quel caso l’onere dà diritto a una detrazione del 19%. E poi, vuoi un consiglio in più? Valuta il riscatto come una scelta di bilancio familiare: a volte è meglio usare quei soldi per ridurre un mutuo o costruire un piccolo salvadanaio mensile.

Lascia un commento